Se pensi di conoscere perfettamente le tue competenze professionali e personali allora non leggere questo articolo.

Se ritieni che nella vita professionale per sentirsi soddisfatti non serve conoscere le proprie competenze, capacità e caratteristiche personali, allora anche tu non leggere questo articolo.

Se invece sei una persona curiosa a cui piace porsi quella domanda in più su se stessi e sul valore che si attribuisce alla propria vita professionale, allora leggerai questo articolo.

Chi mi conosce sa quanto mi appassiona il campo dell’autoconsapevolezza e delle relazioni interpersonali nei contesti sociali e organizzativi: in pratica quanto una persona è realmente consapevole di Sé, di dove sta andando e di cosa ha bisogno all’interno delle propria vita professionale e personale. Sia che si tratti di un’attività lavorativa all’interno di un’organizzazione, sia di un lavoro dipendente e/o imprenditoriale, avere consapevolezza del percorso è molto importante.

Ancor prima dei miei percorsi formativi che mi hanno successivamente portato ad appassionarmi alle materie di cui attualmente mi occupo, ci sono state sempre alcune  domande chiave che ero solito pormi durante il mio percorso di vita. Ed erano esattamente queste:

  • Dove mi trovo oggi? A che punto sono della mia vita professionale/personale?
  • Sono soddisfatto?
  • E’ questo che mi vedo continuare a fare nel mio futuro?
  • Cosa posso fare IO per modificare la mia situazione?

Non avevo ancora le conoscenze e “competenze” che ho oggi, ma quasi in automatico periodicamente ero solito pormi queste domande.

Poi un giorno durante il mio percorso formativo ho conosciuto il Bilancio di Competenze e non ho potuto più farne a meno.

Le mie scelte successive, che mi hanno visto prendere decisioni importanti (anche non semplici) nella mia vita professionale e personale, sono sempre arrivate grazie al Bilancio di Competenze. Questo non vuol dire che le mie scelte sarebbero state le medesime di altre persone o siano state le migliori in assoluto… MA SONO STATE LE MIGLIORI PER ME.

E’ per questo che oggi con questo breve, ma spero esaustivo articolo, desidero farti conoscere il Bilancio di Competenze e come potrà esserti utile.

Evito di raccontarti la parte Storica del Bilancio di Competenze, dove nasce in Europa, dove si sviluppa ecc ecc. Per questo basta andare su Wikipedia e troverai tutto.

Mi interessa invece andare subito al cuore della questione, infatti in questo articolo tratterò i seguenti argomenti:

Iniziamo con il dire che quando parliamo di percorsi formativi è possibile fare questa classificazione:

  • Percorsi informativi
  • Percorsi formativi
  • Percorsi di Crescita

Il Bilancio di Competenze rappresenta nella maniera più alta i percorsi di Crescita professionale e personale. Nel Bilancio di Competenze non troverai un formatore che ti fornirà nozioni su nozioni, né qualcuno che ti potrà dire cosa dovrai fare per migliorare nel mondo del lavoro. Nel percorso di Bilancio di Competenze dovrai impegnarti e costruire insieme al consulente, il tuo progetto. Il consulente esperto e competente delle materie trattate, ti fornirà una serie di strumenti pratici e tecnici, che ti aiuteranno a percorrere questa esperienza di crescita.

E soprattutto, ti insegnerà ad apprendere un metodo, fornendoti degli strumenti affinché in futuro sarai in grado di rimettere in pratica un nuovo Bilancio di Competenze ogni qual volta ne sentirai la necessità. Potrai si, richiedere al consulente un nuovo veloce affiancamento, ma avrai già acquisito un bagaglio.

Ma per chi è utile fare un percorso di Bilancio di Competenze?

La risposta è semplice.  A TUTTI; indistintamente dall’età, dal contesto lavorativo, dal ruolo ricoperto, dal grado di istruzione ecc.

Che tu sia un dipendente, un operaio, un manager, un libero professionista, un disoccupato, uno studente di scuola superiore o universitario, un laureando o neo laureato, una persona in cerca di lavoro o chi desidera solo fare il punto di dove si trova in questo momento. Qualunque professione tu svolga e in qualsiasi momento di vita, puoi accedere ad un percorso di Bilancio di Competenze.

Ma cosa si intende per Competenza?

Il termine Competenza può essere soggetto a diverse interpretazioni. Se pensiamo al passato, la competenza era intesa come un attributo definito dalle mansioni lavorative o come una componente prettamente soggettiva, appartenente al singolo individuo come ad esempio possesso di nozioni specifiche, capacità di disciplina, abilità sociale o mentale.

Se però prendiamo in esame l’etimologia della parola (competentia dal tardo latino), rimanda più che al possesso di contenuti specifici, ad una dimensione di armonia, appropriatezza, proporzione con il quale l’individuo si mette in relazione con il contesto lavorativo e di vita.

Ed è appunto a questo tipo di significato che oggi si deve intendere quando si parla di competenza.

Si tende a definire liquido il periodo lavorativo ed economico che stiamo vivendo, rispetto alla solidità del passato. A mio avviso, soprattutto dopo quello che abbiamo e stiamo vivendo, ad es. con l’epidemia da Covid, e con l’attenzione che si sta ponendo all’inquinamento prodotto dall’uomo, ritengo che possiamo già oggi cominciare a parlare di un mondo lavorativo ed economico che si sta nuovamente trasformando e passando da uno stato liquido ad uno gassoso.

La mia vuole essere una provocazione ma non del tutto fuori contesto. Prova a pensare al veicolo con cui si trasmette il virus Covid (il veicolo è l’aria), o a quanto vengono usate le parole gas serra o gas di scarico ecc, attribuite ad esempio al cambiamento climatico. I termini Aria, Gas, Aerosol sono termini che mai come negli ultimi tempi sono stati utilizzati.

Ora pensa al mondo lavorativo e all’economia, che non sono mai stati cosi volubili, incerti, poco prevedibili e gassosi, come nell’ultimo quinquennio. Gassosi perché si fa quasi fatica a fotografare l’istante per quanto i cambiamenti sono veloci. Pensa ora ad una istantanea; se fai una foto all’acqua (un fluido) in movimento, riuscirai comunque ad immortalarla; un secondo dopo sarà diversa, ma riuscirai comunque a prendere l’essenza dell’elemento acqua.

Prova adesso a fare una fotografia all’aria… difficile vero? Potresti pensare che se non è possibile fare una foto all’aria e se stiamo passando da uno stato lavorativo/economico liquido, ad uno gassoso, non riusciremo più a stare nel contesto…

Beh non è proprio così perché è possibile fare una foto anche all’aria, percependone l’esistenza e il movimento. Basta studiare il contesto, in cui si sta fotografando e i segnali deboli come ad esempio, se si è in presenza di vento, di una leggerissima quasi impercettibile brezza, o se tutto è fermo (l’aria non è mai del tutto ferma) e, con l’aiuto di altri elementi, potrai fare una foto riuscendo a percepire l’elemento aria.

Ti faccio un semplice esempio, ma potrai trovare anche altri modi per fotografare l’elemento aria. Il mio esempio è il seguente, tu sforzati di immaginarne altri..

Ti trovi in una giornata ventosa o di leggera brezza; ora prendi una manciata di farina o altre polveri anche di vari colori e di varie consistenze. Lancia in aria la polvere e velocemente impugna la tua fotocamera e scatta. Avrai immortalato l’elemento aria, il suo movimento e la sua energia. Dovrai essere più veloci nello scatto, dovrai ingegnarti di più, ma si può fare..

Ecco, nel mondo lavorativo e sociale in cui stiamo vivendo per riuscire a sentirsi pienamente integrati, capire il contesto, ed essere soddisfatti del proprio percorso, non bastano più le competenze che si avevano fino a un decennio fa, come neppure le modalità formative che si utilizzavano.

Le competenze nozionistiche e specifiche non ti serviranno più di tanto. Bisogna riuscire a riconoscere ed allenare le competenze trasversali che sempre di più il mercato del lavoro andrà ricercando. Te ne cito alcune che ritengo fondamentali e che attraverso il bilancio di competenze andrete a riconoscere e sviluppare:

  • La capacità di Saper Imparare. Sta ad intendere la capacità di apprendere in modo autonomo dalle esperienze vissute, nei contesti sociali e di vita professionale.
  • La capacità di Saper Fare: è la parte conseguente al Saper imparare, cioè riuscire a trasformare le esperienze vissute in competenze da utilizzare nella vita professionale e personale.  La maggior parte delle persone non ha la capacità di trasformare le esperienze vissute, in competenze.
  • La Capacità di diagnosticare: saper interpretare, percepirsi e conoscere le proprie competenze, prestare attenzione ai contesti e ai segnali deboli, rappresentarsi, riconoscere strategie alternative, saper guardare all’evoluzione del mercato del lavoro.
  • Le Capacità di relazionarsi: saper cooperare, ascoltare se e l’altro, comunicare, dialogare ottimizzando le energie, sostenere un colloquio, sapersi porre le domande giuste.
  • La Capacità di affrontare: assumersi responsabilità, saper progettare il proprio lavoro e degli altri, prendere decisioni e iniziative, mettersi in discussione e saper costruire il proprio progetto di cambiamento e metterlo in pratica.

Quindi ora andiamo alla domanda fondamentale; A cosa serve il Bilancio di Competenze?

Se hai letto con attenzione ciò che ho scritto sopra, immagino che ti sarai già fatto un’idea dell’utilità del percorso di Bilancio e come ti potrà essere di aiuto, ma faccio un breve elenco delle aree di sviluppo su cui si concentra il PERcorso.

  • Identificare le proprie esperienze professionali e personali;
  • Saper riconoscere le competenze acquisite dalle esperienze professionali e di vita e saperle mettere in pratica:
  • Riconoscere i propri Valori, l’Etica e la Morale sul lavoro e verificare se rispondenti al lavoro e al contesto lavorativo in cui si è inseriti:
  • Fotografare le proprie conoscenze, attitudini, i punti di forza e le aree di miglioramento:
  • Scoprire le potenzialità inespresse e valorizzarle;
  • Avere una visione trasversale del mondo del lavoro;
  • Identificare dove e come investire al meglio le proprie risorse ed energie;
  • Determinare la propria strada personale da percorrere;
  • Individuare le priorità personali e professionali nel contesto di vita che si sta percorrendo;
  • Raccogliere e ordinare gli elementi che permetteranno di elaborare un progetto professionale e come calarlo nel contesto del mercato attuale;
  • Utilizzare al meglio le competenze possedute e quelle acquisite nel percorso di Bilancio, in modo da valorizzarle nel modo migliore  nei colloqui di lavoro, o nel contesto lavorativo in cui si opera;
  • E molto altro…

Come si svolge un PERcorso di  Bilancio di Competenze?

Il PERcorso di Bilancio di Competenze è possibile svolgerlo in modalità di gruppo (di solito si svolgono all’interno delle aziende stesse), o in modalità individuale. Questa seconda modalità, secondo la mia visione, è quella che può apportare maggiori benefici nel percorso di crescita.

Gli incontri di solito sono settimanali e si possono svolgere in presenza fisica oppure, con gli strumenti tecnologici che si anno oggi a disposizione, in modalità più comoda come in Video-chiamate. In questo modo abbatterai anche i tempi di trasferimento e svolgerai l’incontro sulla tua scrivania di casa, magari con una buona tazza di caffè/Tè accanto.

colloquio di lavoro vincente

La durata del percorso varia a seconda della visione di Bilancio che ha il consulente e/o del percorso di cui si necessita una volta fatto il primo colloquio conoscitivo e definito il cammino.

Di solito possono esserci due tipi di strade da percorrere a seconda che si desideri conoscere meglio le tue potenzialità e come investire al meglio le tue energie/risorse, oppure che si senta anche l’esigenza di mettersi sul mercato per cambiare lavoro o, per i liberi professionisti, valutare mercati alternativi a quelli in cui si opera:

  • Il primo PERcorso è dedicato alla conoscenza delle proprie competenze e la conseguente applicazione nel mondo professionale e personale: saper riconoscere le competenze acquisite dalle esperienze lavorative e sociali vissute – analisi dei contesti sociali/lavorativi in cui si opera – punti di forza e aree di miglioramento su cui impegnarsi – saper riconoscere le proprie potenzialità inespresse/desideri/attitudini – dove e come investire le proprie energie e risorse – rivedere insieme al consulente il materiale tecnico costruito durante il percorso di Bilancio – feedback finale con il Consulente
  • Il secondo PERcorso aggiunge a tutto quanto già spiegato sopra: saper fare una ricerca di mercato sulle posizioni di lavoro – saper affrontare una selezione di lavoro – saper presentare se stessi in un colloquio di lavoro o un colloquio interno alla propria organizzazione (simulazione colloqui) – saper trovare le inserzioni di lavoro e saperle leggere – saper fare un buon Curriculum Vitae e una lettera di presentazione – definire un progetto di sviluppo e mettere a punto un piano di azione – feedback finale con il Consulente.

Spero che questo breve articolo in cui ho presentato le potenzialità di un percorso di crescita come il Bilancio di competenze, ti sia piaciuto, e ti abbia solleticato una certa curiosità. Ricordo che è un tragitto trasversale adatto a tutti.

Mi piace concludere questo articolo con un bellissimo pensiero tratto da un libro di un Filosofo e scrittore Italiano (Vito Mancuso).

“In questo mondo tutti vogliono essere I migliori, ben  pochi, invece, si curano di essere semplicemente e autenticamente migliori: cioè di lavorare su di sé, individuare i propri vizi, estirparli, far fiorire la virtù e così non limitarsi a vivere ma iniziare a esistere”

Quanta differenza fa un semplice “articolo determinativo” nella lingua italiana. Pensate all’articolo “i” che differenza di significato apporta usato o meno davanti la parola migliori.

Ebbene, il Bilancio di Competenze non lavora ovviamente sui vizi delle persone, ma sulla consapevolezza delle proprie competenze, potenzialità e la loro messa in pratica nella vita professionale e sociale.

Approfondisci la tua conoscenza e ne sarai entusiasta.

Dr. Fabrizio Malta
Counselor Professionale – Gestalt Counselor
Educatore ed esperto dei processi formativi e comunicativi

 

Se ti è piaciuto l’articolo del Dr. Malta e desideri avere maggiori approfondimenti, puoi scriversi a info@omeostasi.orgaltrimenti su whatsapp sfruttando l’icona verde in basso a destra, oppure direttamente al numero 3289311150

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Omeostasi Equilibrio Psicofisico

 

 

 

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